Malasanità Pubblica: 1 caso ogni 10 giorni  

Il nuovo report MedMal sull’andamento dei casi di malasanità pubblica e privata nel nostro paese diffuso Marsh Italia registra in media 37 sinistri per struttura sanitaria pubblica in un anno con un importo liquidato medio di circa 78.000 euro per sinistro.

 

Dall’ analisi di oltre 11.000 sinistri relativi al periodo 2004/2018 su 60 strutture pubbliche (presidi di primo livello, aziende ospedaliere specialistiche e universitarie e ospedali specializzati) distribuite sul territorio nazionale emergono cambiamenti spaventosi intervenuti in questi anni nell’ambito della sinistrosità.

Dopo quanto vengono denunciati i sinistri ?

 

Le tempistiche di denuncia per casi di malasanità variano ampiamente dal tipo di sinistro. Nello specifico, le infezioni sono la tipologia di sinistro caratterizzata da tempi più ampi con il 14,5% di denunce entro i 6 mesi, il 70% dopo 4 anni e la quota residuale (14%) a distanza di oltre 10 anni dell’accaduto.

Gli errori chirurgici, invece, vengono denunciati in tempi più brevi, il 40% entro il primo anno, per poi superare il 90% entro i 5 anni mentre i più veloci in assoluto sono tutti quegli errori diagnostici, terapeutici e procedure collegate ad interventi più invasivi.

 

Tipologia di sinistri più colpiti

 

Circa tre quarti degli eventi considerati sono rappresentati da: sinistri legati all’attività chirurgica (35,9%), errori diagnostici (18,5%), cadute accidentali (9,9%) ed errori terapeutici (9,3%).

Gli eventi collegati al parto si confermano invece tra i più rilevanti in termini di risarcimento economici.

Sono infatti proprio gli errori da parto che nonostante rappresentino solo il 3,4% dei sinistri, pesano sul costo totale per il 14,6%, con un valore del liquidato medio pari a 501.000 euro (oltre 6 volte la media).

 

Le quattro specialità più soggette a denunce

Dall’analisi delle statistiche del campione analizzato emerge che le unità più soggette a denunce siano Ortopedia e Traumatologia (15,6%), Chirurgia Generale (13%) e Pronto Soccorso (11,8%), seguite da Ostetricia e Ginecologia (11,1%).

 

Conclusione

Ciò che emerge dal nuovo report pubblicato dal Marsh Italia è una sostanziale continuità di crescita del tasso di rischio collegato all’andamento dei casi di malasanità pubblica e privata.

In particolare, i dati possono essere riassunti così: 6,3 sinistri ogni 100 medici, 2,5 ogni 100 infermieri e 1,3 ogni 1000 ricoveri, per valori assicurativi che si attestano sui 5.931 euro per medico, 2.336 euro per infermiere e 121 euro per ricovero.

Nonostante gli innumerevoli sforzi in molte strutture e regioni per mitigare i rischi e contenere le richieste risarcitorie è evidente il necessario bisogno di intervenire tempestivamente attuando misure idonee a garantire il corretto funzionamento di ogni tipologia e servizio sanitario.

 


Le 5 cause di incidente stradale più frequenti

Ogni giorno si registrano centinaia di incidenti stradali in tutta Italia dovuti a ragioni e circostanze diverse. Le cause di incidente stradale più frequenti possono essere ricondotte a cinque classi principali.

Secondo i dati riportati da recenti statistiche la causa principale di incidente stradale è dovuta alla distrazione alla guida secondaria sempre più all’utilizzo di dispositivi elettronici come lo smartphone.

La conseguenza più ricorrente nel caso di un guidatore distratto è il tamponamento , un comune incidente, disciplinato all’art.149 del Codice della Strada, che sanziona il mancato rispetto della distanza di sicurezza.

 

Un'altra causa di incidente stradale, tra l’altro una delle più pericolose è l’eccesso di velocità.
Il pericolo e la gravità dell’incidente è facilmente ricalcolabile in funzione alla velocità del veicolo durate l’impatto del sinistro stradale. Infatti, secondo la formula dell’energia cinetica, il danno diventa quattro volte più grave al doppio della velocità; nove volte maggiore quando la velocità si triplica e via discorrendo all’aumentare della velocità di scorrimento.

 

Altro grave comportamento, regolato dall’articolo 186 del Codice della strada, è la guida in stato di ebbrezza. Tale articolo prevede aspre sanzioni che vanno dalla la sanzione amministrativa consistente in una multa che va da un minimo di 527 a un massimo di 2.108 euro, alla sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo che va da sei mesi ai due anni fino alla confisca del veicolo.

L’entità della sanzioni per  guida in stato di ebbrezza previste dal Codice della Strada dipendono dal tasso alcolemico, misurato in grammi di alcol per litro di sangue e rilevato tramite l'alcol test, e anche dalla gravità dell’incidente provocato.

 

La pioggia, l’asfalto stradale bagnato, sdrucciolevole o scivoloso si pone invece come quarta casistica più frequente di incidente stradale. In  queste  categorie rientrano anche gli incidenti dovuti al manto stradale deformato o alla strada dissestata che coinvolgono maggiormente motociclisti e veicoli a due ruote.

In queste circostanze eventuali danni vengono regolati dalle sentenze della Corte di Cassazione in modo differente caso per caso, prevedendo alle volte la responsabilità, da dimostrare,  dell’Ente proprietario o gestore della strada.

 

Per concludere, tra le prime cause di sinistri, si registra il mancato rispetto dell’obbligo di dare precedenza e il mancato rispetto dello stop.  In queste tipologie di incidenti, seppur l’art. 146 del Codice della Strada regola la violazione della segnaletica stradale ci sono molteplici fattori da valutare. Infatti, anche in caso di mancato rispetto della segnaletica stradale la richiesta del risarcimento dei danni va analizzata caso per caso e richiede un processo di valutazione e studio abbastanza complesso

 

Risarcimento danni per Incidente Stradale 

Il codice della strada insieme alle sentenze della Corte di Cassazione disciplinano e prevedono le responsabilità delle cose e persone coinvolte in modo da garantire la giustizia e tutela dei diritti di chi è rimasto danneggiato.

In caso di incidente stradale è buona norma affidarsi a professionisti in grado di valutare i diversi elementi e verificare la sussistenza del diritto del danneggiato di richiedere un integrale risarcimento del danno sofferto.

 

 

 

 

 


L'INAIL : cos'è e come ti tutela

La tutela del lavoratore è un argomento che interessa tutti i lavoratori dipendenti e parasubordinati. Qual è l’istituto che si occupa di tutelare il lavoratore e quali sono le sue funzioni per proteggere il lavoratore? Scopriamolo insieme.

 

Cos'è Inail 

L’Inail, l'Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, è un Ente pubblico che si occupa di tutelare il lavoratore contro i danni fisici ed economici derivanti da infortuni causati dall’attività lavorativa e malattie professionali.

 

Quali sono i ruoli e gli obiettivi dell’Inail ?

Tra i principali obiettivi dell’Inail si registra: 

  • Assicurare i lavoratori che svolgono attività a rischio
  • Garantire il reinserimento nella vita lavorativa degli infortunati sul lavoro
  • Realizzare attività di ricerca e sviluppare metodologie di controllo e di verifica in materia di prevenzione e sicurezza
  • Ridurre il fenomeno infortunistico.

La tutela nei confronti dei lavoratori, infatti, va dallo studio delle situazioni di rischio, agli interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro, alle prestazioni sanitarie ed economiche, alla cura, riabilitazione e reinserimento nella vita sociale e lavorativa nei confronti di coloro che hanno subito danni fisici a seguito di infortunio o malattia professionale.

 

L’assicurazione, obbligatoria per tutti i datori di lavoro, esonera lo stesso dalla responsabilità civile conseguente ai danni subiti dai propri dipendenti e tutela il lavoratore contro i danni derivanti da infortuni e malattie professionali causati dalla attività lavorativa.

 

Chi è tutelato dall’ Inail? 

 

Sono tutelati dall’Inail tutti coloro che svolgono alle dipendenze di un datore di lavoro, attività rischiose tra cui:

 

  • Sovrintendenti ai lavori
  • Soci di società e cooperative 
  • Medici esposti a Rischi
  • Apprendisti
  • Dipendenti che lavorano a computer e registratori di cassa 
  • Sportivi professionisti dipendenti
  • Artigiani 
  • Lavoratori autonomi dell’agricoltura 
  • Lavoratori parasubordinati che svolgono attività di collaborazione coordinata e continuativa.Fonte: Inail

Cosa fare in caso di incidente stradale: con o senza vittima

Gli incidenti stradali non sempre possono essere evitati anche da chi persegue un comportamento virtuoso ed attento al volante. Qualsiasi conducente è a rischio e sapere come comportarsi in caso di incidente stradale con o senza vittime è essenziale per salvaguardare la propria incolumità e quella degli altri.  

 

Incidente stradale: la prima cosa da fare  

Per prima cosa, nel caso in cui si resti coinvolti in un incidente stradale, bisogna mantenere la calma e accertare le proprie condizioni fisiche, verificando la presenza o meno di ferite o lesioni. Appurata la presenza e gravità delle stesse, bisogna chiamare i soccorsi e mettersi al sicuro, azionando le frecce d'emergenza e indossando il giubbotto catarifrangente, prima di scendere dall'auto. Alternativamente, qualora vengano accertate delle buone condizioni fisiche è necessario, laddove presenti, verificare la condizione delle altre vittime coinvolte.

  

Come comportarsi in presenza di vittime

Nel caso in cui si accerti la presenza di feriti coinvolti nell’incidente stradale, bisogna immediatamente richiedere l’intervento dell’ambulanza chiamando il 118, informando gli operatori in modo dettagliato circa la gravità dell’incidente, il numero delle persone coinvolte e il luogo dell’evento.

In caso di lesioni lievi, con estrema prudenza e nei limiti delle proprie facoltà, è possibile prestare il primo soccorso alla vittima, se invece le ferite sono gravi è consigliato aspettare l’arrivo degli operatori sanitari per evitare il peggioramento delle condizioni dei danneggiati. 

 

Nota bene: in caso si sia rimasti coinvolti in un incidente stradale con feriti è assolutamente vietato per legge allontanarsi dal luogo dell’incidente fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine, anche se i feriti non sono gravi. Chi non rispetta tale obbligo rischia di essere punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e la sospensione della patente da 1 a 3 anni. 

  

 Come comportarsi in assenza di vittime 

Nel caso in cui non vi siano feriti coinvolti nell’incidente stradale, bisogna mettere in sicurezza prima sé stessi e successivamente le altre vittime, adoperandosi per mettere in sicurezza anche il luogo dell’incidente. In tal modo si eviterà che altri veicoli, sopraggiungendo, restino coinvolti. 

Una volta accertato che i mezzi non ostruiscano la circolazione e che non sia necessario l’intervento dei soccorsi stradali, si dovrà trovare un accordo tra le parti in merito alle rispettive responsabilità. Questo sarà possibile redigendo il Modulo di Constatazione Amichevole di Sinistro Stradale, chiamato anche CAI o CID.

Se tale accordo non viene raggiunto “amichevolmente”, occorre richiedere l'intervento delle Forze dell'Ordine.


Statistiche Istat - Daniele Zarrillo

Statistiche Istat incidenti stradali - Buongiorno Unasca

Daniele Zarrillo, nella veste di referente dell'Associazione Fraternità della Strada. Viene intervistato nella trasmissione Buongiorno Unasca, per commentare le statistiche Istat sugli incidenti stradali.

L'istituto nazionale di statistica ha presentato i dati del 2016 degli incidenti stradali. Compariamoli con lo studio longitudinale operato fin dal 2001. Sarà possibile trarre conclusioni interessanti. Infatti dalle statistiche Istat sugli incidenti stradali  emergono dati che fanno riflettere.

Passi salienti dell'analisi contenuta nell'intervista.

In primo luogo vediamo un trend, fino al 2015, fortemente negativo. Parliamo del numero dei sinistri annui. Infatti gli incidenti stradali diminuiscono regolarmente. E la forbice tocca punte anche di 7.000 sinistri in meno ogni anno.

È pur vero che dal 2012 al 2015 il dato si assottiglia. E giunge al 2016, con un aumento dello 0,7%. Questo, dopo oltre 15 anni di diminuzione.

Infine calano i decessi. Di contro, aumentano i feriti in tutta Italia. È chiaro che le cause di questo trend positivo  possono essere attribuite a determinanti fattori. Esponiamoli di seguito.

In primis l'aumento delle distrazioni al volante. Infatti grazie alla tecnologia, smartphone, computer di bordo, navigazione, la disattenzione imperversa.

In aggiunta consideriamo la disinibizione al volante. Con l'assenza conclamata delle autorità sulle strade, guidiamo con leggerezza. Troppo spesso notiamo persone col cellulare all'orecchio. Altre, concentrate sulla composizione di un sms. Una maggiore presenza delle autorità garantirebbe più sicurezza.

Altri dati che sorprendono sono legati ai "luoghi comuni". Come già evidenziato in questo precedente articolo , esaminando le nostre regioni possiamo fare alcune riflessioni. Il sud Italia è ancora il più virtuoso del nostro Paese. E non solo. Il numero dei sinistri mortali, per milione di abitanti, è sì superiore alla media europea. È pur vero che l'esubero è di 3 decessi. Parliamo di 54 decessi ogni milione di abitanti, contro 51 della media europea.

Evidentemente certi stereotipi fanno comodo ad alcuni soggetti. Ed è facile comprendere chi siano costoro.

Seguendo l'intervista si avrà modo di approfondire l'argomento. Non si fanno sconti. Si dichiara, come sempre, la verità.

Si ringrazia per l'opportunità l'Unasca , l'associazione Fraternità della Strada e l'Aneis.

Puoi vedere l'intervista sulle statistiche Istat qui sul nostro sito.

Oppure sulla pagina Facebook Unasca.


Legge concorrenza

Legge concorrenza: quale strada intrapresa

Pubblicata in gazzetta ufficiale il 14/08/2017 la legge 04/08/2017 n° 124. la Legge annuale per il mercato e la concorrenza, denominata spesso legge concorrenza, fa parlare fortemente di se'.

Siamo partiti dall'art. 8 della Vicari. Siamo approdati, strada facendo (e governi cambiando) all'attuale legge n° 124 del 04/08/2017, denominata dai più legge concorrenza.

Un grande lavoro è stato fatto da tutti. Naturalmente con i  mezzi e le possibilità concesse.

La forma definitiva della legge è un compromesso oggi accettabile. Ricordiamoci infine che i poteri forti hanno fatto sentire la loro pressione.

Vediamo le novità introdotte dalla legge concorrenza. Siamo ad oltre un mese dalla sua pubblicazione.

Legge Concorrenza e sinistri stradali:

  • SCONTI OBBLIGATORI RCA. Chi farà installare la scatola nera nel proprio veicolo avrà sconti rispetto a quelli che verrebbero praticati altrimenti. Per i conducenti virtuosi residenti al sud Italia è prevista una ulteriore scontistica. I parametri da considerare sono frequenza dei sinistri e relativo costo medio.
  • INTEGRALE RISARCIMENTO DEL DANNEGGIATO. Viene ribadito il concetto dell'integrale risarcimento del danno. Dinanzi alla ferrea volontà delle Compagnie assicuratrici di imbavagliare i carrozzieri indipendenti, la legge concorrenza dà una ferma risposta. Il carrozziere convenzionato è spesso costretto a esercitare la propria professione a un costo di manodopera irrisorio. La riparazione risulta a volte troppo frettolosa e di bassa qualità. Il carrozziere indipendente invece opera finalmente in regime di libertà e concorrenza di mercato. Come la legge concorrenza prevede. Inoltre è obbligatorio emettere fattura e garantire la riparazione sulle parti non soggette a usura per un minimo di 2 anni.
  • SCONTI POTENZIALI PER POLIZZE CUMULATIVE. Viene introdotta la possibilità di sconto ulteriore all'assicurato RCA che sottoscriva più polizze. Si contempla altresì la clausola della guida esclusiva.

L'ANNOSA QUESTIONE DEI TESTIMONI

  • TESTIMONI IN INCIDENTI CON SOLI DANNI A COSE. Qui la legge concorrenza non poteva essere più imprecisa. Risolve in parte un'annosa questione sui testimoni "facili". Ha mancato il bersaglio sotto altri aspetti. Da una parte l'identificazione del testimone deve obbligatoriamente comparire dal primo documento (CAI, denuncia alla propria Compagnia). In caso la Compagnia non rilevi la presenza di testi a verbale, o nella denuncia dell'assicurato, deve richiedere con raccomandata i testimoni entro 60 giorni dalla denuncia. Il danneggiato ha quindi l'obbligo di rispondere entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta. L'ammissione dei testi oltre questo periodo è nulla. E' salva la tempistica relativa al reperimento del verbale delle autorità e dei testimoni presenti nella relazione d'intervento. Il comma in questione ha ricaduta anche sul giudice. Questi non può ammettere testi se non con le modalità descritte. Fa eccezione solo chi dimostri l'effettiva impossibilità alla tempestiva identificazione. E cosa accade se i testimoni ricorrono per più di 3 volte in sinistri occorsi negli ultimi 5 anni? La loro "posizione" viene segnalata alla Procura della Repubblica competente per territorio per le relative indagini. Fanno eccezione gli ufficiali e gli agenti di Polizia.

E PER IL DANNO ALLA PERSONA?

  • DANNO NON PATRIMONIALE (danno alla persona). Resta il tema dell'integrale risarcimento del danno. Le Compagnie hanno provato anche qui a ridimensionare il risarcimento del danno alla persona. Il legislatore ha giustamente operato in modo diverso. Viene rimandato a un d.p.r. il riconoscimento di una tabella da 10 a 100 punti. "...omissis... I principi e i criteri che devono essere seguiti, nella redazione della tabella, tengono conto dei criteri valutativi del danno non patrimoniale ritenuti congrui dalla consolidata giurisprudenza di legittimità. ...omissis... ". Ergo la tabella ministeriale delle macrolesioni sarà fedele alle tabelle di Milano. In tutta Italia si presentano quale riferimento del danno alla persona.
  • DIVIETO DI TACITO RINNOVO E DURATA ANNUALE DEL CONTRATTO. L'estensione è valida anche per i cosiddetti rami elementari. Parliamo di polizze infortuni al conducente, kasko e così via. L'importante è che tali polizze siano sottoscritte in abbinamento all'RCA. O stipulate contestualmente.

CONSIDERAZIONI SULLA LEGGE CONCORRENZA

La legge concorrenza è un punto di partenza, non di arrivo. Qualcosa è stato fatto, molto si poteva fare. La buona notizia è che, come per altre situazioni passate, da qui si inizia a lavorare.

Molti dei commi (192) relativi all'RCA sono già recepiti dalla giurisprudenza. Sia di merito che di diritto. Altri invece sono solo la ripetizione di qualcosa già scritto. Come se fosse necessario, ogni tanto, ribadire i concetti. Visto che qualcuno li dimentica.

Ci auguriamo che possa essere auspicabile un regime di libertà e di concorrenza di mercato. Davvero. Per il settore assicurativo e del risarcimento del danno, come per ogni altro settore nel nostro Paese.

Il testo integrale della legge.

Si ringrazia la fonte Altalex.


Il DDL sul Jobs Act autonomi diventa legge

Jobs Act autonomi

Il 10 maggio 2017 viene approvato definitivamente il testo relativo ai professionisti delle partite iva, il jobs act autonomi

Diventa legge il DDL relativo al Jobs Act autonomi, con la soddisfazione di oltre 2,5 milioni di professionisti.

Il testo rappresenta un punto di partenza. Lo scopo è colmare la lacuna sorta negli anni rispetto al popolo delle partite iva. Ancora oggi infatti professionisti aderenti o meno a ordini o collegi, vedono mal collocata la propria posizione retributiva e fiscale.

Il Jobs Act autonomi, grazie al tavolo di lavoro aperto presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, rappresenta senz'altro un punto di svolta.

Di seguito i punti salienti più interessanti:

  • La partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici
  • I contratti di lavoro saranno solo in forma scritta. Inoltre saranno nulle le clausole di recesso unilaterale del committente dal contratto. I pagamenti dei corrispettivi non potranno avvenire oltre i 60 giorni, esteso anche tra lavoratori autonomi e PA
  • Gli Enti previdenziali potranno aiutare il professionista in difficoltà. Ad esempio in caso di diminuzione del lavoro, ordinistico o no, gli Istituti dovranno prevedere prestazioni sociali adeguate
  • Viene istituita la DIS-COLL, indennità di disoccupazione per lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.
  • I lavoratori autonomi e le partite iva iscritti alla gestione separata INPS, inclusi quelli aderenti alla Legge 4/13 (professionisti non iscritti a ordini o collegi) avranno:

    a. Congedo parentale padri e madri non superiore a 6 mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino
    b. Gravidanza, infortunio o malattia: sospensione del rapporto di lavoro col committente e
    sospensione del versamento dei contributi per malattie o infortuni superiori ai 60 giorni
    c. Deducibilità totale dei costi di corsi o master per la formazione continua del professionista
    fino a 10.000 euro, mentre per orientamento, autoimpiego e certificazione fino a € 5.000

     

  • Nei centri per l’impiego sarà previsto uno sportello di assistenza al lavoro autonomo. L'utenza sarà informata sulle novità del Jobs Act autonomi e sui vantaggi rispetto al passato
  • Lavoro agile per i dipendenti: smart work, ossia lavorare fuori dalla postazione abituale. Il tutto attraverso la tecnologia (pc, connessioni remote, altro). Sarà garantita la stessa tutela retributiva e il compenso non sarà inferiore al lavoro "normale"

In breve, il Jobs Act autonomi si presenta come una carta dei diritti del professionista.

Qualcosa che mancava e che costituisce l'inizio di un cammino.

Al TG3 nazionale del  12 maggio 2017 se ne parla in concreto col presidente nazionale di CNA Professioni Giorgio Berloffa.

Dal minuto 19 del video inizia il servizio, al quale ha contribuito anche il responsabile del Gruppo SI Soluzione Infortunistica Daniele Zarrillo.

Approvato il Jobs Act autonomi
l'intervista rilasciata al TG3 relativa al Jobs Act autonomi, a partire dal minuto 19

 


Premi, obiettivi e risultati: riunioni nazionali 2016 - 2017

le convention del gruppo si per gli anni 2016 e 2017: una storia che continua, cresce e si evolve insieme a obiettivi e risultati ottenuti

Gli obiettivi e i risultati della Convention Nazionali del Gruppo SI del 2016 e del 2017 hanno confermato due cose:

- un successo annunciato

- un valore in crescita

Il successo del Gruppo SI è dovuto all'impegno dei propri Affiliati e Collaboratori, ogni anno in crescita di numero ed entusiasmo.

Anche in queste due occasioni gli spunti e le proposte sono state diverse:

- Presentazione dei nuovi Affliati e Collaboratori del Gruppo SI

- Servizi proposti: RCA, Infortunio sul lavoro, Malasanità

- Il danno da algoritmo: internet e le insidie

- La causa: modus operandi

- Statistiche Istat sugli incidenti stradali

Altri spunti di conversazione sono stati:

- Il danno immobiliare

- panoramica e aggiornamento Infortuni sul lavoro.

La Convention è stata anche l'occasione per presentare le nostre nuove referenze, che vanno ad arricchire il nostro corollario di oneri e onori:

Come consuetudine il tutto si è concluso con la nuova Gara Nazionale 2017:

1° premio: una settimana in crociera per due

2° premio: week-end in centro benessere per due

- premio: I-Pad / Microsoft Surface

Ringraziamo i partecipanti sperando di far cosa gradita riportando, nelle foto che seguono, i momenti salienti delle due convention, grazie.

Infine anche il video che precede la premiazione dei migliori dell'anno 2016, che potete trovare qui.

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L'immagine mostra chiaramente lo squilibrio tra le parti, ossia quello che accade regolarmente quando abbiamo a che fare con le clausole vessatorie presenti in un contratto.

Clausole Vessatorie : stavolta tocca all'Allianz

L'antitrust riconosce come clausole vessatorie le fortissime restrizioni presentate da Allianz nei suoi contratti. I diritti dei danneggiati in un incidente stradale vengono finalmente ripristinati.

Clausole vessatorie: se ne sente sempre parlare, ma spesso non se ne conosce la portata.

Sono condizioni contrattuali che in un modo o nell'altro passano in secondo piano, con una portata apparentemente di poco valore.

In realtà spesso, quando serve, si rivelano fortemente coercitive, a danno di chi le accetta con eccessiva leggerezza.

Le clausole vessatorie contenute nelle condizioni contrattuali delle polizze RCA dell'Allianz riportavano la seguente formulazione:

Condizione Aggiuntiva RC Accordo per la risoluzione delle controversie mediante ricorso alla procedura di conciliazione paritetica: Per i sinistri gestiti con la procedura di risarcimento diretto – CARD, l’assicurato si impegna a: – non affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio avvocati /procuratori legali e simili); – ricorrere preliminarmente alla procedura di conciliazione paritetica se l’ammontare del danno non supera i 15.000 euro. In cambio di tale obbligo l’impresa opera lo sconto del 3,5% sul premio annuo netto RCA; per contro se l’assicurato viola il predetto impegno l’impresa applica una penale di 500 euro, da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento, con il limite di quest’ultimo

ANALISI DELLA SITUAZIONE

Una polizza media prevede tutt'oggi un premio compreso tra € 500 e € 700. Per il premio (i soldi dovuti alla Compagnia) ci veniva riconosciuto uno sconto pari al 3,5%.

Dinanzi alle percentuali, ma soprattutto alla parola SCONTO, i più firmavano. E magari alcuni erano anche ignari della presenza di tale clausola, chi può saperlo?

Possiamo certamente fare due conti insieme. Il 3,5% su € 600 di premio (media tra i due riportati) è pari a € 21.

Quindi per un FANTASIOSO sconto di € 21, in caso di incidente l'assicurato rinunciava, poco o per nulla consapevole, a € 500,00 di risarcimento. Questo se seguito, come è diritto di ogni cittadino italiano, da un professionista.

Ora ricapitoliamo i termini di paragone:

SE RINUNCIO A TUTELARMI E ACCETTO LE TUE CONDIZIONI? MI FAI UNO SCONTO SULLA POLIZZA DI € 21 ANNUI. PARI A € 0,06 AL GIORNO.

SE VOGLIO TUTELARE I MIEI INTERESSI LESI INGIUSTAMENTE, CON UN PROFESSIONISTA? MI TRATTIENI € 500 A SINISTRO DA QUANTO A ME SPETTANTE!

COME E' CAMBIATA LA SITUAZIONE IN CORSO D'OPERA

Forse perché i più rumoreggiavano di clausole vessatorie. Forse perché alcuni si vergognavano almeno in parte della formula sovra descritta. Qualunque sia la motivazione sottesa, dal 1 aprile 2016 la clausola riceveva la seguente modifica:

Accordo per la risoluzione delle controversie mediante ricorso alla procedura di conciliazione paritetica”. Per i sinistri gestiti con la procedura di risarcimento diretto – CARD, l’assicurato si impegna a: non affidare la gestione del danno a soggetti terzi che operino professionalmente nel campo del patrocinio (ad esempio avvocati/procuratori legali e simili); ricorrere preliminarmente alla procedura di “conciliazione paritetica” se l’ammontare del danno non supera i 15.000 euro. In cambio di tale obbligo l’impresa opera lo sconto del 3,5% sul premio annuo netto RCA; per contro, se l’assicurato viola il predetto impegno, l’impresa applica una penale del 20% del valore del sinistro con il limite massimo di 500 euro da detrarsi dalla somma dovuta a titolo di risarcimento

Ebbene, la situazione a parere delle più autorevoli menti del diritto, non mutava in alcun modo positivamente.

Clausole vessatorie erano e vessatorie restavano.

Così oggi, con ineffabile pronuncia, finalmente l'Antitrust pone fine a un modus operandi più che discutibile.

Con il provvedimento 26255 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato fa un intervento memorabile. Obbliga l'Allianz a eliminare l'enorme mancanza di equità tra parte proponente e parte contraente (potete leggere l'intero provvedimento qui).

Finalmente, come in ogni Paese civilizzato, anche in Italia i danneggiati possono decidere di tutelarsi.

Anche in Italia è possibile far valere i propri diritti con l'ausilio di un professionista.

Pertanto, chiunque voglia negare il giusto risarcimento e la sua integralità, dovrà fare i conti con la giustizia.

E' iniziato un buon 2017.

(si ringrazia l'Aneis per la fonte)


Statistiche degli Incidenti Stradali: dati Istat

l'indagine istat 2015.

le statistiche degli incidenti stradali parlano chiaro: la realtà è ben diversa da quella che alcune compagnie vogliono farci credere!

L'analisi delle statistiche degli incidenti stradali, così come riportata dall'indagine Istat, può senz'altro trarre in inganno. E a parere di chi scrive alcune Compagnie se ne servono per i propri scopi.

Pubblichiamo con piacere l'articolo statistiche degli incidenti stradali, su gradita fonte dell'associazione  Fraternità della Strada.

In breve riportiamo i punti salienti per l'anno di riferimento (2015), facendo seguire alcune breve considerazioni.

  • Rispetto all'anno precedente il numero dei feriti, anche con esito mortale, è aumentato dell'1,4%
  • Sulle strade urbane abbiamo la maggiore concentrazione degli incidenti, con o senza lesioni fisiche. E' pur vero che il numero dei decessi è inferiore rispetto alle strade extra-urbane.
  • Maggiore incidenza di deceduti sulle strade extra-urbane, fatta eccezione per le autostrade, dove la mortalità è diminuita.
  • Le regioni del sud Italia sono quelle con minore incidenza di sinistrosità e di infortunati.
  • Il numero degli incidenti risulta più alto nei giorni feriali rispetto a pre-festivi e festivi.
  • Il tasso di mortalità è comunque più alto nei pre-festivi e nei festivi.
  • Nei mesi primaverili fino a luglio compreso le statistiche degli incidenti stradali ci descrivono la sinistrosità in aumento
  • Agosto invece è il mese col più alto tasso di mortalità
  • I pedoni infortunati risultano diminuiti e la mortalità è più alta tra gli uomini
  • I mezzi pubblici sono al primo posto in termini di sinistrosità, seguiti dai quadricicli e dai motocicli. Infine giungono, al 4° posto, le autovetture.
  • Dove la media europea di mortalità da circolazione dei veicoli è pari a 52 vittime per milione di abitanti, l'Italia ne ha 56. Poco sotto la media europea

Le analisi preliminari fatte fin qui portano a una ben realistica e stupefacente presa di coscienza del rischio da incidente stradale nel nostro Paese.

Innanzitutto appare evidente dai dati correttamente valorizzati dall'associazione FDS un dato:

il sud-Italia risulta essere il più virtuoso del nostro bel Paese.

E un altro interessante dato appare ancor più sconvolgente:

Gli autoveicoli non sono al primo posto per sinistrosità e per feriti, bensì in quarta posizione!

Da qui delle riflessioni devono evidentemente spronarci ad aprire gli occhi sul mercato RCA, sulle polizze auto e sullo strapotere assicurativo.

E' giusto parlare di truffe al sud-Italia, coinvolgendo i poveri danneggiati in "pseudo-inchieste", neanche fossero delinquenti patentati, rispetto al nord?

E' giusto additare sempre i conducenti di autoveicoli, dalla Campania alla Sicilia, come i meno virtuosi d'Italia, quando risulta invero l'esatto opposto?

Fatta eccezione forse per la Puglia, le regioni del sud del nostro bel Paese devono essere riscattate dalle ingiurie e dalle accuse infondate di chi giustifica aumenti tariffari e ritardi nei pagamenti con i soliti stereotipi.

A tal proposito vi invitiamo a leggere quanto riportato da Fraternità della Strada (qui trovate il testo integrale).